venerdì, 23 maggio 2008

Via del Podestà

Un cittadino del Galluzzo mi ha scritto sulla vicenda della istituzione del senso unico in Via del Podestà. Riassumo le puntate precedenti, per chi non fosse stato in ascolto: ai primi di marzo, l'Amministrazione decide di "allargare" la Zona a sosta controllata 6 fino alla zona delle Due Strade e di via del Podestà.
Il provvedimento comporta la realizzazione di un certo numero di stalli di sosta nelle strade interessate (le famose strisce blu o bianche), che prima non erano regolamentate, almeno sotto l'aspetto della sosta. La realizzazione degli stalli di sosta porta alla istituzione di alcuni sensi unici, poiché il Codice della Strada prevede, per le strade a doppio senso, delle misure che, una volta fatta l'ordinanza relativa all'allargamento della ZCS, queste strade non hanno più. L'istituzione dei sensi unici (Via Accursio, per esempio, o la stessa Via del Podestà) costringe Quadrifoglio allo spostamento di alcuni cassonetti, in quanto i mezzi dell'Azienda di igiene urbana hanno il "braccio" meccanico necessario al sollevamento degli stessi solo da un lato.
Conclusione: proteste, petizioni, molte voci contrarie al provvedimento o a parti del provvedimento, altre petizioni e mail di appoggio all'iniziativa.
Da parte mia, ho sollevato subito almeno una questione di metodo. Provvedimenti come questi dovrebbero essere condivisi con il Quartiere di riferimento, cosa che non è stata fatta. Non lo chiedo, non lo chiediamo perché siamo curiosi, ma perché riteniamo che sia giusto e che, forse, possa essere utile anche all'Amministrazione di cui facciamo parte. Il motivo? Forse abbiamo una conoscenza ed un rapporto con il territorio più immediato e possiamo dire la nostra nell'interesse di tutti.
Insomma: io sarei stato un po' più cauto, mi sarei mosso con maggiore gradualità, ad esempio equiparando i cittadini residenti alle Due Strade a quegli residenti nella ZCS 6, anziché arrivare subito ad un allargamento della stessa Zona a Sosta controllata. Poi, avremmo avuto tutto il tempo ed il modo per studiare l'eventuale allargamento, con tanto di realizzazione degli stalli di sosta.
Ora, come scrivo al Sig. Chilleri, non ci rimane che ascoltare tutti i cittadini che hanno da dire la loro sulla questione e poi pensare alle modifiche da apportare al provvedimento. Però, per una volta consentitemi di essere un po' meno "istituzionalmente corretto" e dire che era meglio pensarci prima.







ma sul senso unico di via del podestà e della grande confusione che ne deriva per i cittadini del galluzzo non scrive niente?

complimenti per l'iniziativa del blog, un modo pratico e intelligente di comunicare con i cittadini,

Matteo Chilleri
utente anonimo

#7   23 Maggio 2008 - 12:43
 
Caro Chilleri,
prima di tutto grazie del commento. La questione della istituzione del senso unico in via del Podestà è all'attenzione del Quartiere. Non Le sto a ripercorrere tutta la vicenda, che è partita da una decisione della Direzione Mobilità relativa all'allargamento della ZCS 6, con conseguente istituzione di sensi unici, spostamento di cassonetti, ecc.
Purtroppo, in questo caso, il Quartiere non è stato informato per tempo (abbiamo avuto l'ordinanza il giorno prima del provvedimento) e me ne sono immediatamente "lamentato" - uso un eufemismo - con il Vice Sindaco.
Anche se non ho la responsabilità diretta di questa decisione, sto incontrando i cittadini del Galluzzo e delle Due Strade, oltre a raccogliere osservazioni e suggerimenti sull'argomento. Non le nascondo che qualche residente di Via del Podestà si è, invece, congratulato per il provvedimento stesso.
In ogni caso, alla fine del giro di incontri (l'ultimo dei quali previsto intorno ai primi giorni di giugno), sarò in grado di avere un quadro più preciso dei diversi orientamenti.
Fra l'altro, la scorsa settimana ho voluto constatare di persona ed ho potuto vedere i problemi che il senso unico ha creato (per fortuna, ero in motorino e mi sono "liberato" abbastanza presto). Lunedì scorso ho parlato di nuovo con il Vice Sindaco e credo di poter dire fin da adesso che apporteremo delle modifiche: una delle ipotesi sarebbe quella di invertire il senso unico. Comunque, Le sarei grato se anche Lei volesse fare osservazioni o darci suggerimenti, in modo da arrivare ad una conclusione della vicenda che sia la più condivisa possibile.
La ringrazio ancora e La saluto,

Andrea
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mercoledì, 21 maggio 2008

Gavinana Live

Il programma dell'iniziativa "Gavinana Live", che si terrà in Piazza Bartali a partire dal 22 maggio.


GIORNO

ARTISTA-EVENTO

22 Maggio

Grande show di apertura con il concerto live del gruppo Sabor da Terra.

A seguire danza araba e danza folcloristica del Nord del brasile.

Segue parata con artisti di strada e spettacoli circensi.

23 Maggio

Session di musica latino-americana con Andrea Borgini dj

24 Maggio

Serata cubana con il concerto del trio Danzon

25 Maggio

Serata con performance di moda

26 Maggio

Concerto a cura dell’Associazione musicale Sound

27 Maggio

Kalipak – lo show degli Indios del nord America

28 Maggio

Serata brasiliana con il concerto di Gil Badarò

29 Maggio

Concerto di musica jazz-africano con Maj J trio (Paul Dabire, percussioni - Giovanni Conversani, basso - Gianmarco Scaglia, chitarra)

30 Maggio

Concerto del gruppo gospel Saint Mary - 25 persone sul palco per una esclusiva performance di musica Classica e moderna.

31 Maggio

Serata cubana con il concerto del trio Danzon

1 Giugno

Concerto blues dell’Associazione musicale Sound

2 Giugno

Sax quartet in concerto - Repertorio contemporaneo

3 Giugno

Notte Bianca

4 Giugno

Concerto bossanova con la band di Sandro Piccini

5 Giugno

Danza contemporanea brasiliana con la coppia di ballerini Naldi&Nete

6 Giugno

Seminario di Yoga con Gabriella Giubilaro del centro Iyengar Yoga

A seguire il gruppo brazil-jazz Bz4tet

7 Giugno

Serata cubana con il concerto del trio Danzon

8 Giugno

Concerto di musica africana con Gabin Dabiré

9 Giugno

Max minati e Tony Dugini - duo di musica italiana

10 Giugno

Concerto Latin-jazz con il gruppo Zolfaton

11 Giugno

Concerto soul ed a seguire musica commerciale con dj set

12 Giugno

Serata di danza contemporanea

13 Giugno

Dj set latinoamericano

14 Giugno

Serata cubana con il concerto del trio Danzon

15 Giugno

Concerto blues dell’Associazione musicale Sound

16 Giugno

Rassegna di una sera dedicata al cinema indiano

17 Giugno

Concerto di musica tradizionale cubana

18 Giugno

Serata brasiliana con il concerto di Gil Badarò

19 Giugno

Concerto latin-jazz dell’Associazione musicale Sound

20 Giugno

Concerto reggae con l’ivoriano Kaas & band

21 Giugno

Serata cubana con il concerto del trio Danzon

22 Giugno

Concerto di musica popolare della band Taddeo e Sons

23 Giugno

Concerto di musica flamenca con Jesus Lantermo

24 Giugno

Happy music con Radio toscana dj Live

25 Giugno

Concerto tributo ai Beatles (acustico)

26 Giugno

Serata di aerobica funk con la palestra Meeting

27 Giugno

Scuola circense e show di artisti di strada

28 Giugno

Concerto dell’Associazione musicale Sound

29 Giugno

Rassegna di una sera dedicata al blues

30 Giugno

Wordmusic project - 22 elementi sul palco

1 Luglio

Concerto di rumba flamenco con il gruppo Sabor Latino

3 Luglio

Notte Bianca

6 Luglio

Serata finale con show circensi e gran concerto dell’Associazione Sound

 

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venerdì, 09 maggio 2008

Piazza Elia Dalla Costa e disagio giovanile

Il caso di un gruppo di adolescenti che staziona in Piazza Card. Elia Dalla Costa è stato "sparato" su tutti i media. Forse troppo. Però non c'è dubbio che la denuncia di don Vittorio Menestrina, il Parroco di San Piero in Palco, è uno squarcio sulla condizione di alcuni ragazzi, sulle loro inquietudini e i loro disagi. Intendiamoci: nessun buonismo, gli atti che sono stati riportati dai giornali sono gravissimi ed è giusto che chi si è reso responsabile di certi reati paghi. E impari come si vive in una comunità.

L'opposizione di AN non ha trovato di meglio che scagliarsi contro il Quartiere, al tempo stesso lodando le forze dell'ordine per l'impegno profuso e trovando anche il modo per spaccarsi al suo interno. Che dire? La collaborazione con le forze dell'ordine è piena e fattiva da sempre, non ho niente da dire, ma la sicurezza è un tema che attiene sia alle Istituzioni, sia ai cittadini, sia a coloro che sono preposti a presidiare l'ordine pubblico. Nel senso: anche io non ho niente da dire sull'impegno delle forze dell'ordine, ma suona un po' strana questa dicotomia inaugurata dai rappresentanti di AN.

Mi preme, comunque, fare una piccola precisazione. Circa due anni fa, don Vittorio richiamò la mia attenzione su un gruppo di giovani che stazionavano in Piazza ed avevano spesso comportamenti arroganti e maleducati ("siedono sugli scalini, urlano, rispondono male..."). Con i pochi soldi che avevo a disposizione, misi su un progetto che prevedeva qualche presenza degli educatori di strada. Trattasi di educatori che cominciano a frequentare i luoghi teatro delle gesta di questi gruppi, cercano di proporre attività dove questi giovani possano impegnare le proprie energie. Purtroppo, questi gruppi sono caratterizzati anche da una forte mobilità: stanno un po' in una piazza, poi si spostano  in un altro luogo, per poi tornare nella piazza o non farsi vedere per alcuni giorni. Inviai questi operatori anche in via Gran Bretagna, dove, sulla base di informazioni, sembrava che questo gruppo si spostasse  Nel frattempo, parlai più volte con le Forze dell'Ordine, sollecitando attenzione da parte loro sulla piazza, come al Parco dell'Anconella. Anche quando ho avuto notizia di un'aggressione avvenuta a dicembre, ebbi modo di riparlare con le Forze dell'Ordine, che mi confermarono di essere intervenuti e di aver proceduto all'identificazione di alcuni di questi ragazzi. All'inizio dell'anno, ho parlato con il Questore, al quale ho consegnato un cd con alcune immagini relative a ragazzi che compivano o stavano per compiere atti di vandalismo in alcuni luoghi del quartiere (alcune telecamere le abbiamo messe, ma non possiamo ovviamente costellare il quartiere o la città di questi strumenti). Il Questore mi promise la presenza più frequente di alcune pattuglie (che io personalmente ho visto, almeno per un certo periodo, nelle ore notturne).

Segnalazioni di questo genere ci arrivano quasi quotidianamente, anche per altre zone del quartiere. A dire la verità, siamo bombardati di segnalazioni: Piazza Elia, Parco dell’Anconella, Via Datini, Via Gran Bretagna, Sorgane, Piazza Francia, Via Villamagna, Viale Michelangelo, Nave a Rovezzano, Galluzzo (diverse), Piazza Ferrucci, Albereta, Due Strade, ecc. Molte volte si tratta di ragazzi che fanno casino o giocano a pallone nelle ore più strane, altre volte si tratta di peruviani o di persone ubriache, altre ancora semplicemente di locali che recano disturbo alla quiete pubblica. “Manifestazioni”, episodi che si presentano, che in alcune occasioni riusciamo a reprimere, mentre altre volte scompaiono da soli per ripresentarsi dopo alcuni mesi.

Su Piazza Elia Dalla Costa, dopo quel colloquio casuale con il Parroco, non avevo avuto altro, né mai mi erano stati comunicati – con una lettera o una richiesta di incontro - i gravissimi episodi come quello del sesso in Chiesa o della presunta cocaina che verrebbe consumata o dei caschi rubati e poi bruciati. Pochi giorni prima della denuncia di don Vittorio, fra l'altro, tre ragazzi sono stati presi in flagranza di reato in una strada vicina alla piazza e sono stati denunciati per danneggiamento e tentato furto. Sottolineo: “in una strada vicina alla piazza”, a dimostrazione che possiamo anche mettere telecamere e grandi fratelli, ma poi chi vuole delinquere si sposta più in là o si mette un cappuccio, come è già accaduto in un’altra parte del Quartiere.

Detto tutto questo, sono convinto che Gavinana non sia il Bronx, perché credo sia la verità e perché sarei comunque tenuto a dirlo pubblicamente, per difendere il nome, l’onore e – perché no? – gli interessi della comunità che ho la fortuna di amministrare. Non dobbiamo sottovalutare gli episodi denunciati da don Vittorio, ma dobbiamo dare la giusta dimensione alla cosa, cioè due/tre gruppi giovanili che si muovono nel Quartiere, facendo azioni ignobili, che devono essere repressi e corretti.

Per i prossimi mesi, ho comunque fatto di più che mettere delle telecamere facilmente aggirabili, dando incarico ad un’agenzia di vigilanza che monitorerà discretamente la piazza nel tardo pomeriggio e nelle ore notturne.

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venerdì, 02 maggio 2008

Il caso del giorno: Via San Marino

Il caso del giorno Via San Marino
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Breve vademecum su Rutelli, elezioni romane e altre due o tre cose...

Brucia, eccome se brucia, la sconfitta di Rutelli e del PD a Roma, forse perfino di più dell’eliminazione della Fiorentina dalla Coppa Uefa. Brucia, amici e compagni, molto di più della sconfitta nazionale, perché quest'ultima era nelle attese, perché il dubbio che non avessimo esattamente recuperato i punti percentuali che ci separavano dal centrodestra era un retropensiero che molti di noi avevano forse occultato, ma non dimenticato.
A Roma, però, proprio no, non ce l’aspettavamo, c’era il risultato di appena due anni fa riportato da Veltroni, l’idea che Roma fosse un modello di buon governo da imitare e che, comunque, cinque punti di differenza (tanti erano quelli di vantaggio di Rutelli al primo turno) rappresentassero un margine difficilmente colmabile. E, invece, sappiamo tutti come è andata… con tanto di saluti fascisti sotto il Campidoglio, che sarà ora affidato alla guida di Alemanno, che pure mi sembra essere un ottimo politico.
Ce ne vorrà per digerire questa ennesima (forse la peggiore) doccia fredda. Ma, intanto, come hanno fatto alcuni amici, mi preme provare ad analizzare le ragioni di questa tragedia. Intendiamoci: l’analisi del voto è un po’ come la formazione della nazionale, tutti dicono la loro, tanto non c’è controprova, a volte si dice tutto e poi il contrario di tutto, e il bello è che probabilmente si ha sempre ragione. Perché analizzare i flussi del consenso è sempre un esercizio difficile, complesso, perché nell'analisi delle motivazioni del voto ci può stare davvero di tutto: la capacità (o l’incapacità) di governo, la buona (o la cattiva) comunicazione, l’immagine, la paura, l’insicurezza o la percezione dell’insicurezza, la simpatia del candidato, la notizia o il reato dell’ultima ora che possono spostare quote importanti di elettorato.
E allora provo a dire la mia, tanto nessuno mi potrà smentire, cercando di cogliere gli errori che dovremmo cercare di correggere, come PD e come centrosinistra:
  1. è vero, la sinistra, soprattutto la sinistra più che il centro, denuncia un ritardo notevole sul tema della sicurezza. Non parlo di Firenze, qui la Giunta ha lavorato molto su questo versante, soprattutto negli ultimi mesi. Ma non c’è dubbio che la destra, forse anche per una sua particolare capacità di “comunicazione” sull’argomento, è decisamente più convincente. Magari non fanno niente, o fanno poco più o poco meno di noi, ma a forza di parlare di manganelli, di armi da dare alla polizia municipale, di sgomberi, di legalità, ecc., alla fine riesce ad interpretare meglio i sentimenti di molti nostri concittadini;
  2. ho letto che Alemanno, diventato improvvisamente buono (quasi come Veltroni), ha detto che la Sinistra ha stufato un po’ tutti con questa aria di superiorità, con questo credersi sempre e comunque “migliore di altri”. Beh, un po’ è naturale che sia così, tutti pensano di essere migliori di altri, però – diciamoci la verità – non mi sentirei di dire che il neo Sindaco di Roma abbia torto su tutti i fronti. Lasciamo da parte, per favore, i facili umorismi o le risate su Berlusconi o su Bossi: questi hanno dimostrato di saper interpretare meglio di noi gli umori del Paese. E smettiamola, per favore, di credere che la gente debba adeguarsi al nostro modo di pensare e non viceversa. I politici sono percepiti come "casta" anche perché sono percepiti come distanti e "diversi" (evitiamo le facili battute, please) dal resto del mondo. E allora ricominciamo dal linguaggio, ad esempio, cerchiamo di essere comprensibili, rinunciamo a qualche privilegio (quando c'è)  e cerchiamo anche di far capire alle persone che amministriamo che non siamo così diversi da loro, che abbiamo i nostri bei giramenti di scatole e i nostri sogni, che andiamo a fare la spesa come loro, che ci incazziamo quando rimaniamo imbottigliati nel traffico, che ci piace ogni tanto andare al cinema o mangiare una pizza con la famiglia o gli amici, che, ebbene sì, da ragazzi ci è capitato anche a noi di suonare i campanelli e scappare. Parlare con le persone, con i cittadini che abbiamo avuto la fortuna di amministrare, parlare con tutti quelli che si rivolgono a noi per segnalare, sollecitare, criticare è senz’altro un esercizio difficile e un po’ faticoso, ma è la cosa più bella che ci poteva capitare e, poi, è anche il nostro  principale compito;
  3. è vero quello che è stato scritto almeno un milione di volte. Gli italiani – e i cittadini romani fra questi – vogliono la novità, non ne possono più della cosiddetta “casta”. E la candidatura di Rutelli non poteva essere la novità, non era il cambiamento, ma anzi è stato percepita come l’ennesima “manovra” della classe politica per sistemare un personaggio un po’ ingombrante. E le primarie? Non avevamo detto che questo sarebbe stato “il” metodo di selezione della classe dirigente? Non avevamo detto che le avremmo proposte per tutte le maggiori responsabilità istituzionali e non solo per quelle?;
  4. abbiamo perso anche in qualche città della Toscana (Viareggio e Massa), ma anche nelle città dove abbiamo vinto il risultato è stato molto più risicato che in passato. D’altro canto, alle politiche del 13/14 aprile, il risultato del PD toscano è stato forse il migliore dell’intero territorio nazionale. Non credo che questo dato ci possa far stare tranquilli, le elezioni amministrative sono sempre un’altra cosa e,quindi, occhio alla penna, utilizziamo quest'anno che ci separa dalla prossima scadenza elettorale per studiare, lavorare, stare vicini ai cittadini, ascoltarli, spiegare loro le nostre difficoltà o i nostri limiti, insomma cercare di creare nuovi e più diretti canali di comunicazione;
  5. il PD deve fare ancora molto sulla strada dell’organizzazione e del radicamento sul territorio. Ma direi che la prima cosa da fare è il coinvolgimento dei suoi iscritti e dei suoi simpatizzanti e, forse, anche dei suoi “antipatizzanti”. Troppi uomini soli al comando, troppa estraneità ai processi decisionali anche da parte dei suoi militanti, troppe “kermesse”, pochi dibattiti e poca franchezza, forse perché – ha ragione il Segretario Regionale Manciulli – da troppo tempo si è privilegiata la fedeltà rispetto alla lealtà. E’ strana questa sindrome che attanaglia soprattutto il centrosinistra: da una parte, il “tafazzismo” imperante, il ripetersi il vecchio motto di Bartali (“l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare…”) senza alcun costrutto, dall’altra questa tentazione - o convenienza - continua alla fedeltà assoluta al capo di turno. E, cari amici e compagni, di “yesmen” che stanno alla corte dei nostri potenti locali e nazionali non sappiamo che farcene, mentre forse avremmo bisogno di persone solo leali e capaci. Anche  di dire di no quando ce ne sono i motivi.
                                                      Andrea
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