
Parte una delle prime iniziative del Progetto "Comunità Solidale". Di che si tratta? Si tratta di un progetto sperimentale volto a ricostruire e rafforzare il tessuto di una vera e propria “comunità solidale”, attenta ai bisogni del territorio, pronta nel valorizzare le proprie “eccellenze” a favore di tutti e, in particolare, di coloro che si trovano in una situazione di disagio, in particolare persone anziane in condizione di solitudine e/o soggetti diversamente abili, anche in età giovanili. Il progetto mira, infatti, a creare collaborazioni e sinergie fra giovani residenti nel territorio, studenti frequentanti l’Istituto di istruzione secondaria “Elsa Morante”, ragazze e ragazzi diversamente abili ed anziani, siano essi già inseriti nel Centro Anziani posto nelle strutture di proprietà della vicina Misericordia di Badia a Ripoli, siano, invece, residenti da soli e in condizione di particolare disagio psichico, sociale, economico. Il progetto – di carattere modulare – si avvale di una rete di collaborazioni tra Istituzioni, Enti, Circoli, Associazioni, Scuole presenti sul territorio, in particolare nella zona di Badia a Ripoli.
Il territorio di Badia a Ripoli, posto alla estrema periferia del territorio comunale di Firenze, è infatti caratterizzato dalla presenza di numerose associazioni e circoli ricreativi. In particolare, nello spazio di poche centinaia di metri trovano sede una Misericordia (dotata di diversi ambulatori specialistici, un centro diurno per anziani, locali ricreativi, ampio parcheggio), un Circolo Arci, una Parrocchia con annesso circolo ricreativo, la “Libera Accademia di Belle Arti”, una scuola materna privata. Adiacente all’area occupata dalla Misericordia ha sede l’Istituto di Istruzione Secondaria “Elsa Morante”, istituto professionale per le scienze sociali, frequentato da più di trecento studenti, alcuni dei quali con disagio, che – oltre alla specificità di percorsi curricolari che ben si adattano a sperimentazioni e stages da svolgere presso strutture di volontariato – intende stabilire rapporti più stretti con il territorio e la realtà circostante. Nell’ambìto dello stesso Istituto vi è un Laboratorio Teatrale, coordinato dall’Associazione “Venti Lucenti”, al quale partecipano gli studenti stessi dell’”Elsa Morante”. Altri progetti realizzati nell’ambito dell’Istituto di istruzione superiore sono, invece, seguiti dalla Coop. Sociale “Matrix”, che ha una lunga consuetudine di collaborazione con il Quartiere 3 e con il Comune di Firenze.
In ultimo, ma non per importanza, vi è da sottolineare la presenza, nelle vicinanze della Piazza di Badia a Ripoli, della Cooperativa “Fontenuova”, che ha in gestione alcuni “orti sociali” concessi in comodato gratuito dal Quartiere stesso.
La presenza, praticamente nella stessa zona, di un così alto numero di associazioni, realtà appartenenti al mondo del volontariato e della cooperazione, istituti scolastici di ordine primario, secondario ed universitario, la disponibilità di questi ultimi ad “aprirsi” al territorio e ad interagire con la sua realtà, la stessa specificità curricolare dell’Istituto “Elsa Morante” ci ha spinto a promuovere questo progetto, con l’obiettivo di mettere in sinergia le diverse potenzialità, costituire un nuovo tessuto di solidarietà che prenda le mosse dai ragazzi e fra i ragazzi (diversamente abili e non), fornire occasioni di collaborazione fra generazioni (stages che gli studenti potrebbe svolgere presso il Centro diurno per anziani della vicina Misericordia), collaborare con le realtà associative del territorio.
Soggetti realizzatori.
Progetti:
Don Vittorio Menestrina è tornato sui giornali a denunciare episodi di "bullismo" a Gavinana ed in particolare in Piazza Card. Elia Dalla Costa. Il fenomeno - quello delle bande giovanili, ragazzini di 14/16 anni che non sanno come passare il tempo e si divertono a fare di tutto - è complesso, non riguarda solo Gavinana, né solo Firenze, ma ci interroga tutti sui modelli educativi o, meglio, sulla mancanza di modelli educativi, sulla latitanza della famiglia, sulle difficoltà di intervenire da parte delle Forze dell'Ordine o delle Istituzioni. Chi ha avuto a che fare con me sa che non trovo alcuna giustificazione nei comportamenti di questi poveri bulletti di periferia e che, se fossi padre di uno di loro, non esiterei ad usare le "maniere forti": un paio di scappellotti dati bene da parte dei genitori, un po' di sanzioni comminate dalle Forze dell'Ordine o dalla Polizia Municipale convincerebbero, forse, alcuni di queste brutte copie di Franti (v. libro "Cuore") ad utilizzare il loro tempo in modo più costruttivo che non spaventare le persone anziane, rubare loro i cellulari o disturbare le funzioni religiose. Ma tant'è: non sono il loro babbo e non posso ricorrere ai metodi che riterrei più efficaci. Detto ciò, non possiamo neppure abbandonarli a loro stessi, dobbiamo provare a proporre loro attività alternative e non per un malinteso buonismo, ma perché è nostro dovere di adulti e di Amministratori provare a recuperarli al senso civico ed al rispetto per le persone e per le cose di tutti.
Ci vuole tempo. E lucidità. Ed allora occorre cercare di inquadrare il fenomeno per quello che realmente è, senza sottovalutazioni e senza esagerazioni, senza spingerli nell'angolo della devianza o della delinquenza tout court perché significherebbe perderli per sempre e regalarli alla marginalità ed ai loro comportamenti maleducati ed arroganti. Le speculazioni politiche sono ingiustificabili, neppure se fossimo a quindici giorni dalle elezioni amministrative: avvicinare i comportamenti stupidi di questi arrogantelli ad episodi di criminalità come quello accaduto la scorsa settimana a Gavinana è semplicemente da irresponsabili. Ecco il comunicato stampa che ho voluto fare sull'argomento.
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COMUNICATO STAMPA
Firenze, 20 Settembre 2008
IL PRESIDENTE DEL QUARTIERE 3 CECCARELLI: "NON CONFONDERE GLI EPISODI DI BULLISMO CON LA RAPINA AL TABACCAIO. CHI LO FA È UN IRRESPONSABILE"
"Non si deve confondere gli episodi di bullismo con la rapina avvenuta qualche giorno fa. Sono due cose diverse e chi mescola i due piani è un irresponsabile che crea allarme e paura tra i cittadini". Il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli non ci sta e replica seccamente a chi dalle pagine dei quotidiani lancia l'allarme per la sicurezza e l'aumento della violenza a Gavinana. "Intanto, vorrei ricordare una volta per tutte a chi tira in ballo l'Amministrazione comunale che questa non ha compiti in materia di ordine pubblico. La competenza spetta infatti alle forze dell'ordine con cui, peraltro, siamo sempre in contatto e che ringraziamo per l'impegno costante che ha dato, negli ultimi mesi, molti risultati. Comunque - aggiunge il presidente Ceccarelli - non possiamo pensare di risolvere il problema militarizzando il territorio. Occorre, certo, il controllo e la repressione, ma poi occorre la collaborazione e il senso di responsabilità di tutti, istituzioni, forze politiche, associazioni, rappresentanti del clero, per cercare di correggere comportamenti inaccettabili".
Il presidente poi critica duramente gli esponenti del centro destra che hanno collegato la recente rapina a un tabaccaio con le problematiche legate agli episodi di bullismo denunciati qualche tempo fa. "Siamo di fronte a dichiarazioni di irresponsabili che alimentano ingiustificatamente paura ed insicurezza. Fra le baby gang e la rapina non esiste alcun collegamento, tanto che, secondo gli inquirenti, i rapinatori non sarebbero fiorentini, forse nemmeno italiani ed anzi avrebbero rubato l'auto utilizzata per la rapina in un'altra città. Chi, facendo disinformazione, confonde i due livelli fa solo propaganda politica" conclude il presidente Ceccarelli. (mf)


Torno, dopo un po’, ad aggiornare il blog e mi scuso con tutti per questi giorni di silenzio.
Dove eravamo rimasti? Alla Festa Nazionale del PD, intanto, che ieri ha visto l’accoglienza – veramente trionfale – del Segretario Walter Veltroni: migliaia di persone assiepate sotto un tendone, distrutte da un caldo tropicale, ad ascoltare (e ad applaudire) Walter, i suoi richiami all’unità, le sue critiche al governo nazionale, i suoi appelli a salvare questo Paese che, a furia di annunci e promesse mancate, rischia di scivolare verso una pericolosa china. Ne parlerò in un altro post, di prossima pubblicazione.
L’altra questione, indubbiamente meno rilevante e decisamente più locale, è stata quella della collocazione di due statue cinesi donate a Firenze dalla città di Ningbo. Se ne è parlato sulla stampa locale, nazionale e perfino su quella internazionale (v. articolo del “Guardian”, www.guardian.co.uk/world/2008/sep/01/italy.china/print).
Semplicemente (ma poi la cosa non è risultata così semplice), si trattava di trovare una collocazione a due riproduzioni – quindi copie – di statue della dinastia Song, una raffigurante un guerriero, l’altra un funzionario statale, di quasi 4 metri di altezza e del peso di 4 tonnellate l’una, che gli amici cinesi volevano sistemate in coppia, ambedue nello stesso luogo, possibilmente vicino ad un corso d’acqua.
La questione ha sollevato un vero e proprio polverone, anche per il rischio di una storica figuraccia internazionale; prendendo spunto da questo, qualcuno ha pensato bene di trarre spunto per lanciare l’ennesimo dibattito sulla contemporaneità e sull’accusa di provincialismo che spesso viene rivolta ai fiorentini.
Vado per punti, giusto per cercare di chiarire la mia posizione:
Alla fine, le due opere saranno sistemate nel Parco di Villa Vogel, forse non la migliore soluzione, ma sicuramente una soluzione più accettabile rispetto all’idea originaria della rotonda di Piazza Ravenna.