Don Vittorio Menestrina è tornato sui giornali a denunciare episodi di "bullismo" a Gavinana ed in particolare in Piazza Card. Elia Dalla Costa. Il fenomeno - quello delle bande giovanili, ragazzini di 14/16 anni che non sanno come passare il tempo e si divertono a fare di tutto - è complesso, non riguarda solo Gavinana, né solo Firenze, ma ci interroga tutti sui modelli educativi o, meglio, sulla mancanza di modelli educativi, sulla latitanza della famiglia, sulle difficoltà di intervenire da parte delle Forze dell'Ordine o delle Istituzioni. Chi ha avuto a che fare con me sa che non trovo alcuna giustificazione nei comportamenti di questi poveri bulletti di periferia e che, se fossi padre di uno di loro, non esiterei ad usare le "maniere forti": un paio di scappellotti dati bene da parte dei genitori, un po' di sanzioni comminate dalle Forze dell'Ordine o dalla Polizia Municipale convincerebbero, forse, alcuni di queste brutte copie di Franti (v. libro "Cuore") ad utilizzare il loro tempo in modo più costruttivo che non spaventare le persone anziane, rubare loro i cellulari o disturbare le funzioni religiose. Ma tant'è: non sono il loro babbo e non posso ricorrere ai metodi che riterrei più efficaci. Detto ciò, non possiamo neppure abbandonarli a loro stessi, dobbiamo provare a proporre loro attività alternative e non per un malinteso buonismo, ma perché è nostro dovere di adulti e di Amministratori provare a recuperarli al senso civico ed al rispetto per le persone e per le cose di tutti.
Ci vuole tempo. E lucidità. Ed allora occorre cercare di inquadrare il fenomeno per quello che realmente è, senza sottovalutazioni e senza esagerazioni, senza spingerli nell'angolo della devianza o della delinquenza tout court perché significherebbe perderli per sempre e regalarli alla marginalità ed ai loro comportamenti maleducati ed arroganti. Le speculazioni politiche sono ingiustificabili, neppure se fossimo a quindici giorni dalle elezioni amministrative: avvicinare i comportamenti stupidi di questi arrogantelli ad episodi di criminalità come quello accaduto la scorsa settimana a Gavinana è semplicemente da irresponsabili. Ecco il comunicato stampa che ho voluto fare sull'argomento.
|
COMUNICATO STAMPA
Firenze, 20 Settembre 2008
IL PRESIDENTE DEL QUARTIERE 3 CECCARELLI: "NON CONFONDERE GLI EPISODI DI BULLISMO CON LA RAPINA AL TABACCAIO. CHI LO FA È UN IRRESPONSABILE"
"Non si deve confondere gli episodi di bullismo con la rapina avvenuta qualche giorno fa. Sono due cose diverse e chi mescola i due piani è un irresponsabile che crea allarme e paura tra i cittadini". Il presidente del Quartiere 3 Andrea Ceccarelli non ci sta e replica seccamente a chi dalle pagine dei quotidiani lancia l'allarme per la sicurezza e l'aumento della violenza a Gavinana. "Intanto, vorrei ricordare una volta per tutte a chi tira in ballo l'Amministrazione comunale che questa non ha compiti in materia di ordine pubblico. La competenza spetta infatti alle forze dell'ordine con cui, peraltro, siamo sempre in contatto e che ringraziamo per l'impegno costante che ha dato, negli ultimi mesi, molti risultati. Comunque - aggiunge il presidente Ceccarelli - non possiamo pensare di risolvere il problema militarizzando il territorio. Occorre, certo, il controllo e la repressione, ma poi occorre la collaborazione e il senso di responsabilità di tutti, istituzioni, forze politiche, associazioni, rappresentanti del clero, per cercare di correggere comportamenti inaccettabili".
Il presidente poi critica duramente gli esponenti del centro destra che hanno collegato la recente rapina a un tabaccaio con le problematiche legate agli episodi di bullismo denunciati qualche tempo fa. "Siamo di fronte a dichiarazioni di irresponsabili che alimentano ingiustificatamente paura ed insicurezza. Fra le baby gang e la rapina non esiste alcun collegamento, tanto che, secondo gli inquirenti, i rapinatori non sarebbero fiorentini, forse nemmeno italiani ed anzi avrebbero rubato l'auto utilizzata per la rapina in un'altra città. Chi, facendo disinformazione, confonde i due livelli fa solo propaganda politica" conclude il presidente Ceccarelli. (mf)