martedì, 29 luglio 2008

Comunisti? No, trotskisti....


Comunisti

Ho seguito con attenzione l’ultimo Congresso Nazionale di Rifondazione Comunista, incuriosito soprattutto dalla strada che la sinistra italiana, quella “unita e plurale”, vorrà intraprendere dopo la sonora sconfitta patita alle ultime elezioni. “Sconcerto”, “delusione”, “meraviglia” sono le espressioni che mi vengono in mente. Il nuovo segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, ex ministro del Governo Prodi, eletto segretario anche con il voto dei trotskisti,  ha proclamato che “o la sinistra rilancia un conflitto di classe oppure si scatena la guerra fra i poveri”. E poi ancora: “per Rifondazione la stranezza è … entrare al governo, non certo starsene fuori: è stato così per 17 anni”. E le cronache del Congresso? Ne vogliamo parlare? Basti la fotografia finale, così come è stata riportata da “Aprile Online”, foglio elettronico che non può certo essere definito di destra e che ha titolato il commento “Minoranze vittoriose”: “…al momento del voto, quando si è palesata la vittoria di Ferrero, i vendoliani hanno lasciato l’aula. Una solitudine che non ha intristito le minoranze ora compattatesi in maggioranza che, al contrario, hanno intonato bandiera rossa alzando il pugno” (momento del quale, come dicono a “Striscia”, abbiamo una diapositiva).

Ora, di grazia, qualcuno di voi può dirmi in che anno siamo? E in quale Paese? E il fine ultimo di un partito politico che si presenta alle elezioni non dovrebbe essere quello di governare, certo secondo i propri principi, la definizione della propria linea politica, le istanze dei cittadini che lo hanno votato?

Ebbene sì, facevo il tifo per Vendola, mi sembrava l’unico in grado di far uscire la sinistra, tutta la sinistra dalle secche di un velleitarismo degno di miglior causa. Hanno scelto l’archeologia da Terza Internazionale, i vecchi cari miti del pugno alzato e della lotta di classe, l’operaismo senza più operai, in tempi di internet e di viaggi interplanetari. Protagonisti e testimoni di Genova (2001), finiranno per essere come i Testimoni di Geova. Condannati alla testimonianza. Che è cosa diversa, profondamente diversa dalla politica.

postato da: acecca alle ore 16:14 | link | commenti (1)
categorie: comunisti no trotskisti