Finita la sbornia di dati, commenti, interviste dedicate alle Elezioni Politiche, provo anche io a lanciare un sasso nello stagno, "per vedere l'effetto che fa", come diceva quello.
E, visto che, dopo un po' di ore passate davanti alla televisione, come sempre rischiamo di non poterne più di facce scure e di brindisi, di false commozioni ed altrettanto falsi entusiasmi, provo ad andare per punti.
Attenzione, perché mi esibirò in un esercizio difficilissimo e presuntuosissimo: provare a scrivere cose ed a stimolare un dibattito che non sia la solita litania che abbiamo sentito nelle "porte a porte" o "matrix" di turno.
Allora vado? Vado.
- Berlusconi ha vinto, senza se e senza ma. L'illusione della rimonta e di un quasi pareggio è durata lo spazio della campagna elettorale. Poi, il "leader dello schieramento avversario", come è stato chiamato da Uolter in questi ultimi due mesi, ha dimostrato ancora una volta di saper parlare al Paese meglio di quanto siamo riusciti a fare noi. Questa è la verità, dura quanto si vuole, ma è così. E che cosa dire dei sondaggisti di casa nostra? Anche qui, il Cavaliere ha dimostrato di saperne una più del diavolo;
- Fa pensare il successo elettorale della Lega. Ieri sera, sentendo il futuro Ministro Bossi parlare alla tv di Stato, ho pensato: "lo hanno tenuto nascosto per quasi tutta la campagna elettorale, nascosto almeno all'occhio vigile della televisione, e si capisce il perché". E ancora, al di là della ovvia solidarietà umana: "se fossi un elettore della Lega e vedessi il leader del partito al quale ho dato il voto rispondere alle domande come rispondeva ieri Bossi, che cosa penserei? Non mi sentirei un po' tremare la mano? Non mi assalirebbe qualche dubbio?". Evidentemente, no. Ragazzi, diciamocelo, anzi ri-diciamocelo: la Lega interpreta un malessere diffuso soprattutto al Nord ed è l'altra faccia (o la stessa?) dell'antipolitica;
- Non gliene fregherà niente a nessuno, ma l'astensione dal voto è aumentata del 3%. E poi, come si è detto, la Lega ha preso un casino di voti, l'Italia dei Valori ha avuto un buon successo, del PDL si è detto e chissà che anche nella sconfitta macroscopica della Sinistra radicale non vi sia la richiesta di una semplificazione non solo della politica, ma anche del linguaggio e dei messaggi della politica. Chi li capiva, infatti, i vari Giordano, Diliberto e Pecoraro Scanio, tutti intenti a parlare del grande futuro dietro le spalle della falce e martello o della lotta di classe?;
- La Sinistra Arcobaleno ha perso, senza se e senza ma. Non ci sono scusanti o margini per giustificare un tonfo quasi apocalittico, dalle dimensioni gigantesche. Ha detto Monica Sgherri che "fra un anno, questo giorno sarà solo un brutto ricordo, questa resa incondizionata alle logiche del bipartitismo apre una stagione di conflitti sociali che ci può fare solo crescere". Mah... Rimango senza parole,anche perché la Sinistra ha comunque responsabilità nei governi locali e la parola "conflitti" (non parlo dell'opposizione, quella ce la chiedono i nostri elettori) evoca scenari che vorrei non prendere in considerazione. Rimane comunque un po' amaro in bocca, condiviso, credo, da ogni sincero democratico, perché la Sinistra radicale non sarà rappresentata in Parlamento e ci sarà il vuoto a sinistra del PD, un vuoto che non corrisponde comunque alla realtà del Paese;
- Il PD non ha vinto, ma non ha nemmeno perso, nel senso che ha avuto un buon risultato. Anche se si poteva e si sperava di fare meglio. La campagna elettorale di Uolter è stata, secondo me, impeccabile: ha frequentato le piazze, si è mischiato fra la gente, è andato in tutte le province italiane, a provato a fare una campagna improntata alla positività, alla semplicità, alla fierezza e allo spirito di coesione che il nostro popolo deve ritrovare, senza mai aggredire "il leader dello schieramento a noi avverso" o qualcuno dei suoi alleati. Insomma, a me Uolter è piaciuto e credo che, se continueremo così, il PD avrà un futuro importante anche per il Paese che ambisce a governare;
- Il PD ha vinto, anzi stravinto a Firenze, città e provincia, e in Toscana: sfiora la maggioranza assoluta in regione, la conquista in moltissime città. A Firenze, siamo quasi al 49% e con l'Italia dei Valori arriva al 52/53% (c'è una piccola differenza in più alla Camera, dato - anche questo - significativo). Può darsi che, in questa scadenza elettorale, le dinamiche locali abbiano un peso relativo, però è un fatto che in molti comuni dell'area fiorentina ed anche a Firenze il PD può ambire a presentarsi da solo alle prossime scadenze amministrative.
Ovviamente, ci sarebbero molte altre cose da aggiungere, ma mi fermo qui, onde evitare sbadigli, crolli testicolari e gesti di impazienza. Fatemi sapere, scrivete, criticate, magari cercate di non offendermi troppo per questo piccolo contributo.
Grazie a tutti e ciao
Andrea